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La grande epidemia del 1665: novità per il tour LONDRA NOIR

The Great Plague del 1665 fu una delle più disastrose epidemie di Londra, che causò un numero di morti senza precedenti. Conosciuta come Poor’s plague (pestilenza dei poveri) scoppiò all’inizio del 1665, intorno alle banchine del fiume e nell’area intorno alla chiesa di st Giles in the Fields, vicino a Tottenham court, per secoli il maggiore luogo di entrata ed uscita dalla città, per poi spostarsi nella City (al tempo l’esteso quartiere dei poveri). Si dice che il primo caso fu quello di una coppia che viveva a Drury Lane, causa prodotti tessili arrivati dall’Olanda. All’inizio dell’estate aveva contagiato tutta la città: nobili, commercianti, popolo, ed anche la famiglia di re Charles II, che inizialmente si trasferì a Hampton Court, poi a Salisbury. Chi la contraeva veniva confinato in casa, e sulla porta di casa veniva fatta una croce rossa, e scritto “Lord, have mercy on us”. Vennero vietati tutti gli assembramenti, spettacoli all’aperto e chiusi i teatri, per contenere il contagio. Venne imposto un coprifuoco, e vennero uccisi circa 40000 cani e 200000 gatti, con la convinzione che fossero i responsabili della diffusione dell’epidemia (così nell’ordinanza del mayor, Sir John Lawrence). Ogni settimana veniva reso noto il bollettino dei morti, il picco massimo fu nella settimana dal 19 al 26 settembre: 7165, poi cominciò, lentamente, a diminuire, e i cadaveri, che prima venivano buttati in fosse comuni (la più grande, nella City, era una parte del cimitero della chiesa di st. Bartholomew, per questo, ancora oggi, metaà del churchyard è di un paio di metri più alto dell’altra metà, per via dell’enorme quantità di cadaveri che si sono ammassati nel sottosuolo), cominciarono, sempre più spesso, ad essere lasciati nei pressi dei luoghi dove morivano. I documenti al Museum of London riportano che the Great Plague fece circa 100.000 morti, un quinto della popolazione, in soli 7/8 mesi, un numero senza precedenti. Fu, comunque, l’ultima grande epidemia che colpì Londra (ce n’erano state molte, prima, la peggiore, la Black Death nel 1348, che uccise circa 40.000 londinesi, al tempo metà della città). Uno dei sopravvissuti, Samuel Pepys, ci ha fornito le maggiori informazioni su questa epidemia. Viveva nei pressi della City, e frequentava la chiesa di st Olave, dove furono seppellite molte vittime dell’epidemia.

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